logo

Journal of Silviculture and Forest Ecology

 
Forest@ - Journal of Silviculture and Forest Ecology
vol. 6, pp. 379-380 (Nov 2009)

Editorials

*INFC data, waiting for a happy end

Marco Borghetti, Agostino FerraraCorresponding author

 

Abstract

The release of data collected by the Italian National Inventory of Forest and Carbon stock (INFC), managed by the Italian Forest Service (Corpo Forestale dello Stato), is still matter of debate, since restrictions are applied in the delivering of the data set to the scientific community.

Keywords: Inventory, Forest, Carbon, Data, Release procedure, Italy

 

Ritorniamo, nostro malgrado, sul punto della disponibilità dei dati dell’Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi di Carbonio (INFC), meritoriamente promosso e gestito dal Corpo Forestale dello Stato (CFS). A tutt’oggi le cose sembrano stare così (saremmo molto lieti di essere smentiti da sviluppi in senso positivo):

  1. i dati INFC resi finora disponibili sono stime aggregate secondo categorie predefinite, con formato sostanzialmente simile a quelle del vecchio Inventario Forestale Nazionale (IFN) del 1985. È possibile scaricare queste informazioni in formato.pdf o.xls dal sito ⇒ http:/­/­www.infc.it. La differenza rispetto al 1985 è che allora i dati erano su carta mentre oggi sono digitali, come ovvia conseguenza del progresso tecnologico;
  2. su apposita e circostanziata richiesta (specificando in dettaglio il progetto di ricerca e la motivazione di richiesta dei dati) il CFS si dice disposto a fornire anche il database originario (cioè i dati dei singoli punti di sondaggio), ma per motivi di “rispetto della legislazione vigente in materia di tutela della riservatezza” (sic) non vengono rivelate le coordinate dei punti di sondaggio, ma solo quelle relative al nodo della maglia 1x1 km in cui il punto ricade. Ciò significa che, all’interno di un quadrato di 100 ha di cui si conoscono le coordinate geografiche, non viene comunicata la precisa posizione topografica cui si riferiscono i valori inventariali misurati. Di fatto, nella maggior parte dei casi, ciò preclude l’uso ai fini di ricerca dei dati disponibili per i singoli punti di sondaggio, ad esempio il confronto con dati telerilevati ad alta risoluzione.

In merito a quest’ultimo punto non si comprendono esattamente i presunti motivi di “rispetto della legislazione vigente in materia di tutela della riservatezza” e verrebbe da pensare che si tratti di una interpretazione restrittiva data dal CFS. Si segnala, a tal proposito, che il D.Lgs. 195/2005, che ha recepito la norma europea sui dati ambientali (direttiva 2003/4/ CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003, concernente l’accesso del pubblico all’informazione ambientale), va in tutt’altra direzione (in particolare gli artt. 3 e 5) e rende poco giustificabile il diniego di accesso ai dati di georeferenziazione dei punti di sondaggio. Ci sono, tra l’altro, casi di precedenti inventari forestali a scala provinciale/regionale, di cui chi scrive ha diretta conoscenza, in cui sono stati comunicati, alla loro uscita, tutti i dati raccolti, con la loro esatta posizione geografica.

Cosa ci viene da dire? Che queste procedure non facilitano il superiore interesse di studiare in modo efficace e tempestivo le caratteristiche del nostro patrimonio forestale e ambientale, in un momento storico in cui tutto ciò è di grande importanza, alla luce degli impegni internazionali che il nostro paese è chiamato a rispettare; e anche che, nell’era dell’informazione distribuita (pensiamo a Google Earth), la disponibilità dei dati, soprattutto se raccolti con fondi pubblici, deve essere la più ampia e immediata possibile. Si generano, altrimenti, diseconomie e interpretazioni sfavorevoli.

La conclusione? Un semplicissimo auspicio: che i dati elementari dell’INFC siano resi disponibili, ovvero messi in rete, subito - ogni giorno che passa, un data base ambientale invecchia di due - e nella loro interezza, senza restrizioni di alcun genere, come la comunità scientifica si aspetta.

Dalla trasparenza non possono nascere che benefici per tutti.

Authors’ Address

(1)
Marco Borghetti, Agostino Ferrara
Dipartimento di Scienze dei Sistemi Colturali, Forestali e dell’Ambiente, Università della Basilicata, v.le dell’Ateneo Lucano 10, I-85100 Potenza, Italy

Corresponding Author

Corresponding author
Agostino Ferrara
agostino.ferrara@unibas.it
 

Paper Info & Web Metrics

Citation:
Borghetti M, Ferrara A (2009). Dati INFC, in attesa di un lieto fine. Forest@ 6: 379-380. - doi: 10.3832/efor0606-0006

Paper’s History

Received: -
Accepted: -
Early Published: -
Publishing Date: Nov 23, 2009

(Waiting for server response...)

Article Usage

Total Article Views: 8268
(from publication date up to now)

Breakdown by View Type
HTML Page Views: 4744
Abstract Page Views: 520
PDF Downloads: 2336
Citation Downloads: 2
XML Downloads: 488

Web Metrics
Days since publication: 3617
Overall contacts: 8268
Avg. contacts per week: 16.00

 
 
Close

 

 
´
Licenza Creative Commons
© SISEF - All the material included on this site is distributed under the license Creative Commons Attribution-NonCommercial 4.0 International.
 
© 2004-2018 SISEF
Editor-in-chief : Marco Borghetti (UNIBAS, Italy)
Web Manager: Gabriele Bucci (IBBR-FI/CNR, Italy)
Reg. Trib. PR no. 16/2004 - ISSN 1824-0119 
Close

Contents